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                                    10APPROFONDIMENTO loro angosce che i nostri contemporanei hanno bisogno di conoscere la gioia, di sentire il suo canto%u201d.Papa Paolo VI indica le note che compongono il canto della gioia: la solidariet%u00e0 nei confronti di coloro che vivono nella povert%u00e0, nell%u2019insicurezza, nell%u2019ingiustizia; l%u2019educazione alla vera gioia: %u201cgioia dell%u2019amore casto e santificato; gioia pacificante della natura e del silenzio; gioia talvolta austera del lavoro accurato; gioia e soddisfazione del dovere compiuto; gioia trasparente della purezza, del servizio, della partecipazione; gioia esigente del sacrificio%u201d; e, infine, ma decisivo, l%u2019incontro e l%u2019amicizia di Dio. %u201cNon %u00e8 forse normale che la gioia abiti in noi allorch%u00e9 i nostri cuori ne contemplano o ne riscoprono, nella fede, i motivi fondamentali? Essi sono semplici: Dio ha tanto amato il mondo %u2026 mediante il suo Spirito, la sua Presenza non cessa di avvolgerci %u2026 e noi camminiamo verso la beata trasfigurazione della nostra esistenza nel solco della risurrezione di Ges%u00f9%u201d (Gaudete in Domino).Se ci sembra necessario parlare di gioia %u201cin punta di piedi%u201d, %u00e8 pure necessario non identificare la gioia solo con quei momenti in cui si manifesta in modo incontenibile, ma saperla gustare e promuovere nelle %u201cpieghe della vita%u201d. Le parole del Papa santo, ci indicano questa via, soprattutto quando evocano %u201cl%u2019educazione alla vera gioia%u201d. Alle sue indicazioni mi permetto di aggiungere quelle pieghe della vita che custodiscono e generano gioia:la nascita di un figlio e la rinascita dopo una prova severa; l%u2019amore nella ricchezza delle sue forme e la meraviglia dell%u2019amicizia sincera; la bellezza umana non separata dalla bont%u00e0; lo stupore per la creazione e l%u2019inesauribile creativit%u00e0 della persona umana; la quiete del silenzio e il dono dell%u2019ascolto; il risultato conseguito e il frutto dell%u2019onesta fatica; il dovere compiuto e ancor pi%u00f9 il dono accolto e offerto. Ciascuno pu%u00f2 aggiungere le sorprendenti gioie che ha raccolto nelle %u201cpieghe%u201d della sua vita.%u201cL%u2019uomo ha il dovere di gustare le gioie che gli si presentano. Chi, seduto in un tram, non si accorge di un meraviglioso tramonto o del profumo delle acacie in fiore che a lui giunge dai viali e continua a leggere il giornale, a ragione dovrebbe essere ritenuto, in quel momento, dimentico del suo dovere%u201d (Viktor Frankl).Scrivo questa lettera, a pochi mesi dalla morte di Papa Francesco. In queste settimane si moltiplicano letture e interpretazioni del suo pontificato: a me pare che la gioia ne sia uno dei tratti pi%u00f9 caratteristici. Nell%u2019omelia pronunciata durante la celebrazione dell%u2019Eucaristia in suffragio, dicevo: %u201cPapa Francesco, capace di condividere sofferenze e drammi di ciascuno e dell%u2019umanit%u00e0, non si %u00e8 rassegnato ad un cristianesimo triste, cupo, polveroso. In uno dei suoi ultimi messaggi scriveva: %u00abLa gioia cristiana %u00e8 per tutti. Si compie nelle pieghe della quotidianit%u00e0 e nella condivisione%u2026 %u00c8 dono di Dio: non %u00e8 una facile allegria, non nasce da comode soluzioni ai problemi, non evita la croce, ma sgorga dalla certezza che il Signore non ci lascia mai soli. Ne ho fatto esperienza anch%u2019io nel ricovero in ospedale e ora in questo tempo di convalescenza. La gioia cristiana %u00e8 affidamento a Dio in ogni situazione della vita%u00bb (Messaggio alla Seconda Assemblea Sinodale delle Chiese in Italia).Non dobbiamo sottovalutare la scelta del Papa di intitolare molti dei suoi scritti pi%u00f9 importanti nel segno della gioia: Evangelii gaudium, Amoris laetitia, Gaudete et Exultate, Laudato si%u2026Ne parla incessantemente, non come stato umano ideale cui tendere, ma come condizione essenziale nella vita del cristiano.%u201cDio, per donarsi a noi, sceglie spesso delle strade impensabili, magari quelle dei nostri limiti, delle nostre lacrime, delle nostre sconfitte%u2026 Le Beatitudini ti portano alla gioia, sempre; sono la strada per raggiungere la gioia%u201d. Papa Francesco ricorda poi le parole di Ges%u00f9: %u201cVi ho detto queste cose perch%u00e9 la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena%u201d e ribadisce che %u201cla gioia %u00e8 il segno del cristiano: un cristiano senza gioia o non %u00e8 cristiano o %u00e8 ammalato, la sua salute cristiana %u2018non va bene%u2019 ... perch%u00e9 un cristiano senza gioia non %u00e8 cristiano. Per il cristiano, infatti, la gioia %u00e8 presente anche nel dolore, nelle tribolazioni, pure nelle persecuzioni%u201d(Udienza del 29 gennaio 2020).La gioia %u00e8 uno dei doni e dei frutti del Giubileo, che Papa Francesco ha introdotto con le parole di un documento che inneggia alla speranza e alla gioia di tutti e per tutti, speranza e gioia che scaturiscono dal Vangelo e diventano dono per coloro che lo accolgono.%u201cTutti, in realt%u00e0, hanno bisogno di recuperare la gioia di vivere, perch%u00e9 l%u2019essere umano, creato a immagine e somiglianza di Dio, non pu%u00f2 accontentarsi di sopravvivere o vivacchiare, di adeguarsi al presente lasciandosi soddisfare da realt%u00e0 soltanto materiali. Ci%u00f2 rinchiude nell%u2019individualismo e corrode la speranza, generando una tristezza che si annida nel cuore, rendendo acidi e insofferenti%u201d (Spes non confundit, n. 9).La gioia del Signore Risorto, diventa la gioia della vita eterna: %u201cCosa sar%u00e0 dunque di noi dopo la morte? Con Ges%u00f9 al di l%u00e0 di questa soglia c%u2019%u00e8 la vita eterna%u2026 Sant%u2019Agostino in 
                                
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