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14APPROFONDIMENTO Un cammino necessario in un mondo dominato dalla fretta e dall%u2019attivismo. Perch%u00e9 lasciamo cos%u00ec soli i nostri ragazzi? Perch%u00e9 ascoltiamo cos%u00ec poco e inadeguatamente gli altri? Perch%u00e9 nell%u2019era dei social stiamo diventando analfabeti nella comunicazione profonda?Tra i tanti motivi, mi pare d%u2019individuarne uno troppo trascurato, che %u00e8 la difficolt%u00e0, se non l%u2019incapacit%u00e0, di ascoltare veramente noi stessi. Perci%u00f2 %u00abil primo ascolto da riscoprire quando si cerca una comunicazione vera %u00e8 l%u2019ascolto di s%u00e9, delle proprie esigenze pi%u00f9 vere, quelle inscritte nell%u2019intimo di ogni persona%u00bb, scriveva Francesco qualche anno fa.Un ascolto non autoreferenziale, ma come presupposto necessario per un esodo verso l%u2019altro, per incontrarlo autenticamente. L%u2019ascolto di s%u00e9 - quand%u2019%u00e8 genuino - ci apre e non ci chiude; ci avvicina e non ci separa dal tu e dal noi.Il Papa invitava non a un qualunque ascolto, ma ad ascoltare con le %u201corecchie del cuore%u201d, convinto che %u00ababbiamo bisogno che tutte le azioni siano poste sotto il %u201cdominio politico%u201d del cuore%u00bb (DN 13). Invito bellissimo, concreto; esige fatica, ma dona gioia a s%u00e9 e agli altri. Se l%u2019ascolto di s%u00e9 stessi %u00e8 cos%u00ec importante, allora %u00e8 necessario comprendere cosa l%u2019ostacola o l%u2019impedisce e cosa, invece, lo favorisce.Tra gli ostacoli ci sono indubbiamente la fretta e l%u2019attivismo nel quale siamo immersi: quasi non ci fosse mai il tempo di fermarsi per %u201chabitare secum%u201d come dicevano gli antichi; per stare con la propria verit%u00e0, comoda o scomoda che sia. Il nostro %u201cfare%u201d ed %u201cessere%u201d sempre %u201caccelerati%u201d %u00e8 pi%u00f9 simile a un%u2019agitazione psicomotoria che ad incarnare ASCOLTARE S%u00c9 STESSI PER ASCOLTARE GLI ALTRI, IMPARANDO A USARE LE %u201cORECCHIE DEL CUORE%u201dsogni, valori, progetti; come se l%u2019essere continuamente di corsa potesse compensare il vuoto e la solitudine che ci trasciniamo dietro. Fateci caso: anche i bambini sono ormai oberati di appuntamenti, pi%u00f9 o meno impediti di sperimentare il gioco e tutte quelle esperienze che li farebbero venire a contatto con il loro %u201cdentro%u201d, con quanto %u201csentono%u201d. Sar%u00e0 il caso di riscoprire come antidoti la lentezza e l%u2019inattivit%u00e0! Pure il trambusto e certe emozioni sono di ostacolo all%u2019ascolto profondo di s%u00e9 stessi: nel caos, circondati da rumori pi%u00f9 che da suoni, sopraffatti da parole urlate pi%u00f9 che raggiunti da parole sussurrate, siamo soggetti a una sovrastimolazione che accende e nutre in noi emozionalit%u00e0 effimere che non lasciano tracce, se non superficiali.Nemmeno siamo pi%u00f9 in grado d%u2019ascoltare il corpo%u2013 l%u2019unico, forse, che non dice bugie %u2013 al punto che per farsi udire usa il linguaggio delle somatizzazioni. Abbiamo attraversato in lungo e in largo il territorio e %u00abl%u2019et%u00e0 della sensazione%u00bb (Hendin), ma %u00ababbiamo perso i sensi%u00bb (Cencini): per recuperarli, anzich%u00e9 affinare le %u201corecchie del cuore%u201d proviamo a bombardarli con emozioni forti, mentre l%u2019ottundimento cresce e ci si dimentica che, ad esempio, silenzio e solitudine, poesia, musica, preghiera%u2026 che nei secoli hanno umanizzato l%u2019uomo, giovano tanto all%u2019ascolto di s%u00e9 e del proprio sentire.Ci%u00f2 che impedisce di ascoltare s%u00e9 stessi sono, poi, le molte paure cui spesso nemmeno riusciamo a dare un nome, come la paura di scoprire parti di noi attraversate da ombre e fantasmi; la paura di non essere perfetti o all%u2019altezza delle aspettative, di non essere amabili o di non valere; di non importare a nessuno veramente!

