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                                    11APPROFONDIMENTO proposito scriveva: %u00abQuando mi sar%u00f2 unito a te con tutto me stesso, non esister%u00e0 per me dolore e pena dovunque. Sar%u00e0 vera vita la mia vita, tutta piena di te%u2026 Sono amato, dunque esisto; ed esister%u00f2 per sempre nell%u2019Amore che non delude e dal quale niente e nessuno potr%u00e0 mai separarmi%u00bb%u201d (Spes non confundit 21).Portiamo nel cuore il sorriso di Papa Francesco, espressione della traiettoria che ha contrassegnato il suo servizio alla Chiesa, sin dall%u2019inizio: %u201cLa gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Ges%u00f9. Coloro che si lasciano salvare da Lui sono liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall%u2019isolamento. Con Ges%u00f9 Cristo sempre nasce e rinasce la gioia%u201d (Evangelii Gaudium 1).Al desiderio e all%u2019esperienza della gioia che appartiene ad ogni persona umana, i cristiani corrispondono con il dono della gioia che hanno ricevuto: la %u201cgioia del Vangelo%u201d. Come possiamo raccogliere dalle parole di Papa Francesco, la gioia del Vangelo %u00e8 inesauribile e capace di resistere, per Grazia, anche nelle prove pi%u00f9 severe. La gioia del Vangelo %u00e8 la gioia di Dio, dell%u2019amicizia di Lui e con Lui, del perdono e della rinascita, della consolazione e della pace; %u00e8 la gioia della santit%u00e0 e del compimento della Sua promessa e della sua Opera. In una sola parola, possiamo dire che la gioia del Vangelo %u00e8 Ges%u00f9, il Vivente che d%u00e0 la vita, che dona la gioia di vivere.Desidero concludere questa ouverture con alcune parole di Papa Leone che all%u2019inizio del Pontificato si %u00e8 presentato %u201ccome un fratello che vuole farsi servo della vostra fede e della vostra gioia%u201d: %u201cNon %u00e8 rumorosa la gioia di Dio, ma realmente cambia la storia e ci avvicina gli uni agli altri. Ne %u00e8 icona il mistero della Visitazione, che la Chiesa contempla nell%u2019ultimo giorno di maggio. Dall%u2019incontro fra la Vergine Maria e la cugina Elisabetta vediamo scaturire il Magnificat, il canto di un popolo visitato dalla grazia%u201d (omelia per le Ordinazioni da lui celebrate in occasione del Giubileo dei sacerdoti). %u201cIn Maria di Nazaret c%u2019%u00e8 la nostra storia, la storia della Chiesa immersa nella comune umanit%u00e0. Il Magnificat, che il Vangelo pone sulle labbra della giovane Maria, sprigiona la luce di tutti i suoi giorni. Un singolo giorno, quello dell%u2019incontro con la cugina Elisabetta, contiene il segreto di ogni altro giorno, di ogni altra stagione. E le parole non bastano: occorre un canto, che nella Chiesa continua a essere cantato, %u00abdi generazione in generazione%u00bb (Lc 1,50), al tramonto di ogni giornata. Il canto di Maria, il suo Magnificat, rafforza nella speranza gli umili, gli affamati, i servi operosi di Dio. Sono le donne e gli uomini delle Beatitudini, che ancora nella tribolazione gi%u00e0 vedono l%u2019invisibile: i potenti rovesciati dai troni, i ricchi a mani vuote, le promesse di Dio realizzate. Si tratta di esperienze che, in ogni comunit%u00e0 cristiana, dobbiamo tutti poter dire di aver vissuto quando nascono i legami con cui opponiamo al male il bene, alla morte la vita, allora vediamo che nulla %u00e8 impossibile con Dio (cfr Lc 1,37). La Chiesa ringiovanisce grazie al Magnificat%u201d(Omelia per la solennit%u00e0 dell%u2019Assunta 2025).+Francesco, vescovo 
                                
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