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17BIBBIA Le apparizioni di 1Corinzi 15,3-9, come scrive U. Schnelle, giungono da testimonianze oculari che, insieme ad altri gruppi di testimonianze oculari, caratterizzano la risurrezione di Ges%u00f9 come evento corporeo. %u201cLa menzione di vari testimoni indipendenti, di questi testimoni, invalida l%u2019ipotesi che si tratti di una visione soggettiva in senso moderno%u2026 Nell%u2019insieme l%u2019argomentazione di 1Corinzi 15,3-9 si distingue per il continuo avvaloramento della realt%u00e0 della risurrezione di Ges%u00f9 Cristo dai morti. All%u2019inizio sta la testimonianza della tradizione, seguita da un gran numero di testimoni oculari, dove un%u2019importanza particolare ha la narrazione dei cinquecento fratelli: molti dei quali vivono ancora e possono essere interrogati. L%u2019ultimo testimone dell%u2019apparizione del Risorto, infine, Paolo stesso scrive addirittura una lettera alla comunit%u00e0 di Corinto%u201d (U. Schnelle, Paolo, vita e pensiero, Paideia, Brescia 2018, 236-237). Per Ges%u00f9 e per Paolo non c%u2019era un%u2019esistenza senza corporeit%u00e0, per cui anche un%u2019esistenza post-mortale deve necessariamente implicare la corporeit%u00e0 di questa esistenza, per cui la risurrezione di Ges%u00f9 %u00e8 stata una risurrezione corporea. Cos%u00ec per Paolo %u00e8 anche la risurrezione dei morti: il corpo %u201c%u00e8 seminato nella miseria, risorge nell%u2019incorruttibilit%u00e0; %u00e8 seminato corpo animale, risorge corpo spirituale%u201d (1Corinzi 15,42-44). Con l%u2019antitesi %u201ccorpo animale%u201d e %u201ccorpo spirituale%u201d si risolveil problema del corpo, del come della risurrezione. %u201cDa un lato, la corporeit%u00e0 risulta essere la condizione fondamentale della risurrezione, dall%u2019altro essa viene definita pneumatica, e dunque nettamente distinta dal mondo caduco attuale%u201d (Schnelle, Paolo, vita e pensiero, cit. 240). Ermanno Arrigoni La prima lettera di Paolo ai CorinziIl capitolo 15 della prima lettera ai Corinzi %u00e8 la testimonianza pi%u00f9 importante di tutto il Nuovo Testamento sulla risurrezione di Ges%u00f9, perch%u00e9 egli apparve personalmente anche a Paolo, mentre nei Vangeli le apparizioni del Risorto sono narrate dagli evangelisti, ma non sono apparizioni personali fatte a loro. Scrive Paolo: %u201cA voi ho trasmesso, anzitutto, quello che anch%u2019io ho ricevuto, cio%u00e8 che Cristo mor%u00ec per i nostri peccati secondo le Scritture e che fu sepolto e che %u00e8 risorto il terzo giorno secondo le Scritture e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici. In seguito apparve a pi%u00f9 di cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti. Inoltre apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli.Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto. Io infatti sono il pi%u00f9 piccolo tra gli apostoli e non sono degno di essere chiamato apostolo perch%u00e9 ho perseguitato la Chiesa di Dio%u201d (1Corinzi, 15,3-9). Cefa %u00e8 l%u2019apostolo Pietro, la maggior parte dei cinquecento fratelli viveva ancora e quindi si poteva chiedere a loro sulla risurrezione di Ges%u00f9. Giacomo %u00e8 il fratello di Ges%u00f9 di cui parlano i Vangeli di Marco (6,3) e di Matteo (13,55) e altri testi del Nuovo Testamento (Atti degli apostoli 12,17; 15,13; 21,18; 1Corinzi 9,5; Galati 1,19; 2,9; Giacomo 1,1). Gli apostoli sono un gruppo pi%u00f9 ampio di discepoli di quello dei Dodici. La proclamazione della risurrezione di Ges%u00f9 aveva un impatto molto forte sulla mentalit%u00e0 ellenistica influenzata da filosofie dualistiche di anima e corpo (Platone e Aristotele), mentre nel giudaismo si considerava l%u2019uomo nella sua unit%u00e0. Paolo avrebbe potuto accettare il dualismo greco, come lo avevano accettato il libro della Sapienza dell%u2019Antico Testamento e il filosofo ebreo Filone di Alessandria che alla fine ponevano l%u2019accento sull%u2019immortalit%u00e0 dell%u2019anima. Ges%u00f9 e Paolo invece ponevano l%u2019accento sulla risurrezione del corpo, impensabile per i greci. Ad Atene, quando i filosofi epicurei sentono parlare Paolo di risurrezione dei morti, %u201calcuni lo deridevano, altri dicevano: ti sentiremo un%u2019altra volta%u201d (Atti degli apostoli 17,32). Ma Paolo sulla risurrezione dei morti %u00e8 irremovibile: nell%u2019esperienza sulla via di Damasco aveva capito che Cristo era risorto e che quindi era vivo, e ad alcuni Corinzi che negavano la risurrezione dei morti, rispondeva lapidario: %u201cSe non vi %u00e8 risurrezione dei morti, neanche Cristo %u00e8 risorto. Ma se Cristo non %u00e8 risorto, vuota allora %u00e8 la nostra predicazione, vuota anche la vostra fede%u201d (1Corinzi 15,13-14). Paolo scrive la prima lettera ai Corinzi nel 56, i Vangeli furono scritti dopo (nel 70 il Vangelo di Marco, nell%u201980-90 i Vangeli di Matteo e Luca, e alla fine del I secolo il Vangelo di Giovanni),ma troviamo in essi la stessa realt%u00e0 del Cristo risorto. L%u2019APOSTOLO PAOLO E LE SUE LETTERE 14%u00aa parte-continua..

